mercoledì 12 gennaio 2011

E' tutti i giorni carnevale...

Cari lettori, caro Go, cara Yakko,
come va la vita dopo i bagordi festivi?
Qui si soffre il freddo e forse un po' di più.
Presento qui un revival del lontano Marzo 2010, ma ci pensavo stamattina, è un discorso valido sempre, non solo dopo il mercoledì delle ceneri.
E vale per tutti, me inclusa :)

Alcune volte anche io partorisco pensieri semiprofondi, che non coinvolgono nè il McDonalds e le carni ivi smerciate, nè il fatto che un luogo in cui cibarsi abbia il nome così bimbominchiesco, tipo "Piadina4U", che io continuavo a chiamare "Piadina Quattro U" e non riuscivo a capire dove fossero le quattro U, prima di capire che in realtà era "For You". Va bè, sto divagando.

Insomma, a chi non è mai capitato di rifugiarsi dietro ad una maschera per paura di essere giudicato, per timore di sembrare se stesso, con il dubbio di non piacere agli altri? Chi non si è mai sentito inferiore, senza avere ben presente nemmeno il vero volto di chi lo fronteggia, di chi tiene tanto in considerazione, quasi fosse un semidio in terra, pronto a infondere di caldo piacere la vita insignificante di ognuno di noi?
Tutti abbiamo una maschera. Magari coi merletti, magari di Pulcinella, magari semplicemente bianca ed insignificante. Tutti abbiamo bisogno, senza sapere nemmeno perché, razionalmente, di voler sembrare diversi, sia in bene sia in male. Ma perché, questo?
Tutti diremmo che la cosa migliore è essere se stessi...Allora perché, almeno una volta nella vita, non lo siamo stati?

E' bello avere degli obiettivi, è bello voler migliorare, ma per forza essere qualcun altro? Per forza fingere di essere più accattivanti ed affascinanti, per poi mandare in pezzi in un attimo il sogno di essere se stessi, di essere qualcuno? Magari non c'è bisogno di sembrare il più brillante, il più pignolo, il più serio, il più pazzo, il più interessante, il più fascinoso, il più intrigante...il migliore. Perchè un migliore non esiste. Come non esiste un peggiore.

Allora, gettiamo via le maschere e mostriamoci pienamente noi, senza timori, senza paure. Se ci apprezzeranno, ben venga. Se ci giudicheranno male, ripartiamo dagli errori, ricostruiamo. Noi siamo i migliori ingegneri di noi stessi. Noi possiamo costruire e progettare, lasciando che la fantasia abbia un ruolo importante, sì, ma che non prenda il sopravvento.

Gettiamo le maschere all'aria, noi siamo più belli così come siamo, senza necessità di celare i nostri bei faccini dietro pizzi, merletti, plastica, coccio.

Gettiamo le maschere e il mondo ci sorriderà.

mercoledì 3 novembre 2010

Un ghiacciolo senza stecca.

Questo pomeriggio stavo giusto ricordando quella volta in cui acquistai una scatola di ghiaccioli fior di fragola.
Dopo aver comprato la scatola, decisi di andare a pranzo dall'ormai famigerato Piadina Quattro U, dimentica del curioso fenomeno fisico secondo il quale l'acqua allo stato solido si scioglie se esposta a temperatura maggiore di 0 gradi Celsius.
Di ritorno a casa, nemmeno un'ora più tardi, ho, ovviamente, riposto i gelati in freezer, ma ben presto mi son resa conto che la stecca era stata inghiottita dal mare di panna e fragola precedentemente liquefatta, di recente risolidificata; e quindi l'impugnatura lignea? Ebbene sì, era veramente impossibile mangiare il ghiacciolo senza subìre un attacco massivo di zucchero!
Nonostante sia un banale avvenimento quotidiano, anche quest'esperienza ha i risvolti morali:
1- avete ben capito che non sono capace di descrivere suddetto fenomeno in Italiano corretto! ;P
2- non bisogna mai distogliere lo sguardo da un obiettivo, il rischio che si corre è quello di venire fagocitati dagli eventi e... fare la fine di un ghiacciolo senza stecca.

lunedì 25 ottobre 2010




PS: Aiutatemi a smettere! XD

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Now playing: Baby
via FoxyTunes

I love you, ma lo so!

In questi giorni sono in preda all' ansia e malumori, tra esami finali e preparazione della tesi, personaggi mai visti e mai conosciuti che turbano la mia instabile quiete di vita, insinuandosi in tranquille giornate lavorative e pomeriggi di sole- ombra, tra appunti e nutella, con la pretesa di essere So_tutto_io, comandare la tua esistenza senza averne il diritto, cercando di destabilizzarti dallo scarso equilibrio acquisito.
Dunque, già è stressante fare il poco che sto compiendo, me, misera, tapina studentessa alle prime armi, alla prima tesi, alla prima laurea e al primo tutto quello che vogliamo! Immaginate se, a sbrigare l'affollata quotidianità di quest'autunno 2010, sia proprio io, una che non si arrabbia facilmente! (Così narrano i miti e le leggende e anche i cartelloni di The Big Bang Theory con scritto "Sarcasm!")
Allora ho deciso di mitigare i miei pranzi e i primi pomeriggi riservati al riposo della mens e del corpus con l'ausilio di un cartone animato che quando avevo 5, 6, 7 anni odiavo dal profondo del cuore, ma che ho rivalutato con il passare degli anni.
Kiss me Licia. Gran bella storia, banale se cresci, geniale se sei piccina. Mirko è l'idolo moderno del palcoscenico, altro che Tokyo Hotel!
42 puntate di relax, nostalgia, belle sensazioni e musica gradevole.
Ora non aspetto altro che acquistare la collezione del manga, così da rileggerla di tanto in tanto, come mi capita con altre storie che svolgono il compito di rifugio dalla tormenta, dal malumore, dalla tempesta.
Sto crescendo di età, ma forse ancora non si vede! A 22 anni, andanti verso i 23, ancora guardo i cartoni, mi diverto e canto a squarciagola le canzoni dei BeeHive!

martedì 28 settembre 2010

Il continuo divenire

E' retorica, lo so, ma spesso le situazioni cambiano, senza poterci fare nulla, ma a volte, invece, proprio perché lo vogliamo.
La cosa strana è che spesso le cose non mutano proprio perché lo vogliamo!
Mi guardo intorno e vedo accanto a me tante persone diverse tra loro, apparentemente, nonostante nel profondo siano molto simili, senza saperlo.
Certi sono consci della loro confusione e si cullano sugli allori della situazione di comodo, alcuni altri sentono la ribellione prevalere sulla razionalità, una spinta che porta loro a correre inconsciamente verso chi o cosa non si pensa di volere accanto o con sè.
Io, invece, sono freneticamente alla ricerca del mio futuro. Rincorrerò forse qualcosa che non so ancora? Forse è proprio questo il problema: mi pongo dilemmi per cui ancora non ho gli strumenti che possano anche solo lontanamente aiutarmi a rendere l'avvenire maggiormente leggibile.
Ma come posso trovare un secondo di pausa? Un attimo di tranquillità?
Quasi quasi bevo una tisana ai frutti di bosco!

giovedì 17 giugno 2010

Ritorni a sorpresa (17 Giugno 2010)

Dopo quasi due anni di post saltuari su blog diversi dal mio, impegni di varia natura, e avvento di Facebook, social network distruttore di ogni tipo di interrelazione altra nel resto del Web, eccomi ad occuparmi della mia pagina, traslata in un altro luogo, ma sempre, essenzialmente, lei.

Sostanzialmente, tra Facebook e un qualsiasi altro Blog, non vi è molta differenza, tranne il fatto che nel primo aggiorni ogni status in tempo ancor più reale, hai la possibilità di esprimere la tua preferenza senza dover obbligatoriamente commentare, hai l'opzione di caricare quintali di foto, taggando chiunque ci sia, anche di striscio, anche solo con il pensiero, per la felicità di chi riceve la cortese attenzione, sicuramente urtato dalla posa malevola in cui è stato fotografato.

Perciò, in attesa che il mio muro virtuale sia imbrattato di ovvietà e banalità, commentate puntualmente dai più cari amici, affiancati dalle persone che meno vorresti al mondo (questo pare sia proprio il bello di Facebook), mi godo il ritorno alla rilassante pagina personale, che probabilmente prenderà le fattezze del diario segreto cartaceo, in cui solo io accedo, non per restrizione, ma per volontà personale.

Eppure la gente ama farsi gli affari degli altri, ma il blog è ormai così obsoleto. Ti ci devi davvero impegnare tanto a capire come impicciarti degli affari non tuoi, senza chiedere l'amicizia o taggare con una @ davanti!

Facebook non è di certo l'unica cosa che è cambiata in due anni. Ogni tanto rifletto su come è insita nella natura umana la irrefrenabile voglia di tornare indietro nel tempo, cambiare le azioni, cancellare le conseguenze, lasciare tutto sospeso in quelle situazioni che tanto ci stavano strette, al momento, che volevamo passassero al più presto. Se, invece, fosse rimasto tutto invariato, monotono, piatto, avremmo pregato gli Dei in nostra dotazione, affinchè tutto potesse cambiare, evolversi, crescere.

Classico della specie umana: essere perpetuamente alla ricerca di qualcosa che non si può avere.
Però rimane quell'amaro in bocca, che sa di tristezza, di abbandono, di cambiamento troppo radicale da mandar giù.
Ma a volte è inutile pensarci, forzare la mano, cercare di porre rimedio. E' inutile, ma non ci riesco.

Stanotte ho sognato di stare alla fermata dell'autobus, alle 14.30, con un caldo afoso, un saccone di patatine fritte prese alla rosticceria, e senza mutande.
Che mi vorrà mai dire il mio Super Io? La mancata censura è una cosa buona per la mia subcoscienza?

Forse dovrei prendermi una vacanza... Ah già! Io sono sempre in vacanza! Beata la vita da studente :S

in libreria... (04 Novembre 2008)

Ma perchè io assisto sempre alle scene più comiche(dal mio punto di vista) e non posso mai ridere? Mi son dovuta girare dall'altra parte per non scoppiare in risa in faccia agli interessati, sembra maleducato...diciamo che lo è!





Allora, da dove iniziare? Ah, si..Io e Agnese, una mia compagna di corso, siamo entrate alla libreria Morlacchi, in centro a Perugia, a seppellire magneticamente i nostri soldi, quasi la bellezza di 100 euro, reincarnati di seconda vita in tre stupidissimi e maneggevoli libri universitari..sgrunt!





Aspettando i libri, che non arrivavano mai, dal magazzino, entrano svariate perone che il gentile proprietario della libreria serve tranquillamente.





In fila c'è una suora.





Poco prima che un ragazzo in fila davanti alla suora pagasse, squilla il telefono. Il padrone della libreria risponde e chiede se, per cortesia, può rimanere in linea. Fa pagare il ragazzo, il quale esce e lascia il posto alla suora. E qui arriva la parte comica, a mio avviso.





Proprietario: "Salve sorella"


Suora: "Salve, son passata...."


IIl proprietario la interrompe, sempre garbatamente: " Scusi,parlo un attimo al telefono con IL Signore"





Io soffocavo dal ridereee!! XD





Ovviamente lui si riferiva al signore che attendeva informazioni su un libro di filosofia, ma detto così ad una suora!! XD XD XD





Ok, post inutile, non fa ridere...ma dovevate esserci!